DIARIO DI UN RIDER

La domenica mattina suona la sveglia. È’ presto, a volte troppo presto.

Con gli occhi ancora socchiusi si cerca con la mano la sveglia, per posticiparla di qualche minuto e sonnecchiare ancora al caldo del proprio lettuccio, magari lanciandola giù’ dal comodino.

“ Ma chi te lo fa fare” risuona la vocina nella tua testa, “stai a letto e riposa, dopo una stressante settimana di lavoro”.

Tuttavia tu resisti al richiamo di Morfeo, ti stropicci gli occhi, ti stiracchi e ti alzi. Si perché’ tu in fondo non appartieni “ ai normali” a quelli “ da centro commerciale” da “shopping”.No. Tu sei un rider. Ami l’avventura, l’adrenalina e quella sensazione che un’uscita in sella alla tua mtb può’ regalare. Se uno di quelli che vuole provare quell’arcobaleno di emozioni che solo una gita con la Bici sa offrire.

Fuori dal letto la giornata parte con una bella colazione che ti sappia dare le energie necessarie per affrontare la tua giornata attiva e di sport. Parleremo presto di alimentazione per cui ti consigliamo di seguirci, ti daremo dritte interessanti.

Solo per fare un piccolo esempio una buona colazione si deve comporre di un giusto equilibrio tra carboidrati e proteine senza dimenticare le vitamine e una buona idratazione che dovra’ continuare per tutta la giornata. Non dimenticatevi di bere o vi verranno quei terribili è temuti crampi che vi renderanno difficili salite e discese.

Una volta nutriti a dovere, ci si veste e si parte.

Non importa la destinazione, quel che conta è’ il percorso, il viaggio fuori e dentro se stessi.

Si perché’ ognuno di noi quando è’ in sella alla sua bici affronta un percorso tra emozioni, sensazioni e pensieri.


“È andando in bicicletta che impari meglio i contorni di un paese, perché devi sudare sulle colline e andare giù a ruota libera nelle discese. In questo modo te le ricordi come sono veramente, mentre in automobile ti restano impresse solo le colline più alte, e non hai un ricordo tanto accurato del paese che hai attraversato in macchina come ce l’hai passandoci in bicicletta”.
(Ernest Hemingway)

I giri enduro sono quello che più’ ci appassionano. Pedalare la salita per guadagnare la vetta e poi affrontare la discesa.

Abbiamo pedalato con ogni condizione atmosferica: freddo ( tanto freddo a volte da non riuscire quasi a scaldarsi), pioggia, grandine, sole, caldo ( tanto caldo di quello che ti fa sudare dai capelli ai piedi, con le gocce di sudore che cadono negli occhi facendoli bruciare).

Mai una sola volta ci siamo pentiti di essere usciti in bici, mai nonostante le fatiche o le intemperie. Quando inizi a pedalare la tua mente si libera, i pensieri si fanno leggeri, assapori la natura, i suoi rumori e i suoi unici panorami.

E si ricrea il legame uomo-natura che ti rende anche un po’ rude e “primitivo” tanto da non farti troppi problemi a fare pipi’ e pupu’ tra gli alberi, usando le foglie come carta igienica ( a chi non è’ capitato?!)  o soffiarti il naso con fazzoletti di frotuna, o peggio (perché’ dai ammettiamolo fa schifo) snariciando mentre pedali.

In sella le tristezze piano piano si alleviano, respiri profondamente aria nuova che riempie i tuoi polmoni e ripulisce dalle negativita’ della settimana. Puoi pensare, ma lo fai con serenità’, mentre ti alleni alla resilienza, mentre arranchi felicemente su un ripido sterrato che ti fa tirare anche qualche madonna.

“Ce la devo fare, devo pedalare  senza scendere, posso farcela”. Ci provi, con tutto te stesso e ti alleni a farcela, a superare gli ostacoli.

Ed ecco finita la salita, è allora che arriva la meraviglia.

Spesso davanti a noi si aprono panorami da cartolina. Montagne, laghi, boschi. Anche sotto la pioggia tutto sembra magico.

Dalla vetta, poi, parte la discesa. Non sempre è’ sinonimo di semplicita’. Ci sono discese tecniche che mettono a dura prova il nostro fisico e la nostra mente. Devi stare concentrato, guidare attivamente, scegliere la traiettoria migliore che non sempre è’ la più’ facile.

Sorrisi e adrenalina riempiono il nostro volto. Qualche rischio ai prende, qualche volo si fa e le pietre sono dure, a volte troppo dure.

Vivamente consigliati dei corsi per migliorare le proprie tecniche e padroneggiare meglio la posizione in Bike al fine di salvarsi la vita ed evitare di fare i kamikaze incontrollati e pericolosi.

La bici è’ un prolungamento del nostro corpo, ci permette di fare cose inimmaginabili. Ci fa quasi volare, ma con l’umiltà di rimanere vicina alla terra.

Una sosta ogni tanto, qualche manciata di frutta secca per darsi la carica e giù’ di nuovo. Che sia una gita breve o lunga torni a casa con un senso di soddisfazione e serenità’ che difficilmente ti abbandonerà e non vedrai l’ora di riprendere e risalire in sella. Che ne possono capire gli altri, quelli normali. Ma sai alla fine chissenefrega. Sono le nostre sensazioni, non importa che siano comprese, sono il nostro segreto di pace.

Provare per credere. La bici da dipendenza. Che si pratichi enduro, downhill, cross-country o altro, le sensazioni sono similari. È’ difficile da spiegare a chi ha come unica aspirazione di dormire fino a mezzogiorno o di andare a fare shopping. Cosa si perde proprio non lo sa, ma non è’ facile da spiegare.

Vi è’ mai capitato di sognare ad occhi aperti mentre siete in sella alla vostra Mtb?! A noi si, ogni volta che usciamo.

E poi si ride, si scherza in compagnia e a fine giro si beve, oh se si beve. A volte si ride tanto da farsi venire mal di pancia ( o forse sono le troppe birrette). Il mondo è’ davvero pieno di colori e visto dalla bici è’ ancora più’ ricco di sfumature.

“Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza”.
(Herbert George Wells)

E con questo articolo lo staff di Mtb fun & trails Vi augura buona Pasqua. Mi raccomando riders, godetevi questi giorni di vacanza “volando, ma stando a terra” in sella alla vostra bike.

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